Di pochi giorni fa è la notizia della proposta da parte della Lega Nord di alzare i limiti di velocità in autostrada da 130 a 150 chilometri all’ora. Il Ministro Altero Matteoli si dice favorevole all’emendamento, specificando che “i nuovi limiti sarebbero consentiti solo nei tratti autostradali a tre corsie, dove è presente il tutor e non per tutte le auto, ma per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari.”
L’articolo 142 comma 1 recita: “Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio”.
Il legislatore ha demandato ai concessionari autostradali (Autostrade per l’Italia e Anas) la decisione e finora non hanno ritenuto opportuno elevare i limiti.
L’Unione Europea ha effettuato uno studio approfondito che dimostra come una riduzione di appena 3 km/h della velocità media permetterebbe di salvare da 5.000 a 6.000 vite ogni anno in Europa. Il Tutor stesso ha dimostrato in modo inequivocabile che diminuendo la velocità crolla anche la mortalità, nei tratti dove è in funzione ha ridotto gli incidenti del 19% e la mortalità del 51%.
Oltre al tema sicurezza, questa nuova proposta tocca anche il tema ecologia: maggiore velocità corrisponde a maggiori consumi di carburante e maggiori emissioni di gas serra: “Consentire un aumento della velocità massima a 150 km/ora in alcuni tratti, oltre agli aspetti legati alla sicurezza implica anche un aumento delle emissioni di CO2, direttamente legate ai consumi”, spiega Andrea Lepore, responsabile campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. (fonte:www.greenme.it).